domenica 4 settembre 2022

tutte le Vie portano a Torino

 

Andando a far la spesa al supermercato può capitare di imbattersi nell’ultimo libretto che il Baricco ci consegna dalla sua lunga convalescenza (che speriamo finisca presto). In sostanza si può considerare una forma di promozione della Scuola Holden e della filosofia che la sostiene. Messi al bando i manuali di scrittura, soprattutto quello di un certo Vogler, che producono narrazioni ripetitive e omologate e, soprattutto, al servizio del sistema di potere dominante, Baricco individua le tre componenti di base che costituirebbero un testo narrativo. Primo, la storia: una massa indistinta che assume infinite forme geometriche a seconda del contenuto. Secondo, la trama: è il sistema per dare intelligibilità alla storia. Terzo, lo stile: precipuo per ciascun autore. Non accontentandosi della platea numerosissima degli aspiranti scrittori italici, suoi potenziali clienti, questa Via della Narrazione viene elevata ad un livello piú generale, dato che ciascuno è portatore di storie (consce e inconsce), e portarle alla luce dell’intelletto costituirebbe una terapia psicanalitica che ci vedrebbe sul lettino con Baricco al capezzale.

Feltrinelli, una 50ina di piccole pagine mezze vuote, 5 euri

giovedì 11 agosto 2022

l'altra guerra

 

Se prescindessimo dalle succinte premesse al reportage della Reginella dal Donbass di qualche anno fa (e ora prontamente ristampato per l’occasione) potremmo tranquillamente scambiarlo per una inchiesta sull’Ucraina di oggi, post-invasione russa del 24 febbraio 2022. Città distrutte, scuole ed edifici diroccati, popolazione che vive nelle cantine, anziani in appartamenti senza finestre, civili convertitisi in soldati resistenti, etc. Invece siamo nel periodo tra il 2014 (rivoluzione di Maidan) e il 2020, e l’altro dettaglio che ogni tanto ci scuote dalla convinzione di leggere un resoconto piú recente è dato dalle continue punteggiature che l’autrice, convinta comunista pro-putiniana (e già qui ci sarebbe da ragionare) si lascia sfuggire con l’intento di dipingere gli ucraini come i cattivi della situazione, fascisti, etc., insomma la retorica che in questi ultimi mesi abbiamo imparato a conoscere bene, tanto che non ci si stupirebbe se questo libro fosse stato finanziato dal Kgb o da chi ne fa le veci (ma non lo crediamo, perché la passionalità dell’autrice, sedicente psicanalista, è sincera e trasparente). Insomma, non è certo il testo ideale per chiarirsi le idee sull’attuale conflitto, ma piuttosto una testimonianza degli orrori di tutte le guerre.

Exorma editore, 310 pagg., 16,50 euri

lunedì 8 agosto 2022

per una manciata di lire


“Per un pugno di dollari” non è stato il primo western italiano, né il primo film a fondere l’epica western con l’etica samurai (vedansi i “Magnifici sette” di qualche anno prima), ma piuttosto è stata l’occasione a basso budget che ha consentito a Sergio Leone di sperimentarsi in un genere allora in voga per costruire un’estetica tutta propria, che ha poi fatto scuola, e che qui troviamo ancora in nuce (sarà piú sviluppata già dal film seguente) dato che questa ‘opera prima’ era ancora troppo legata ad una storia allogena che lasciava pochi spazi liberi per i vuoti e per l’umorismo che di questa poetica sono parte fondamentale, con la complicità delle musiche di Morricone, vere e proprie co-protagoniste.

1964, regia di Sergio Leone, soggetto di S. Leone (tratto da “Yojimbo” di Kurosawa), sceneggiatura di S. Leone, Duccio Tessari, Fernando Di Leo, musiche di Ennio Morricone, con Clint Eastwood, Gianmaria Volonté, Marianne Koch e altri

lunedì 1 agosto 2022

The King

 

Biografia a fumetti, non autorizzata né dagli eredi, né dalla Marvel né dalla DC, ricostruita sulla base di interviste rilasciate in vita e di pubblicazioni varie. Troviamo conferma di quello che ci aspettiamo, ovvero la testimonianza della frenetica attività creatrice di Kirby, a partire dagli anni Quaranta, vòlta alla invenzione continua di personaggi da lanciare sul mercato, alcuni di successo, molti altri meno, ma che vengono continuamente recuperati ed aggiornati nel tempo per essere proposti ad editori differenti in momenti diversi della carriera. In questo senso è interessante la messa in fila in modo ordinato della multiformità di questa produzione e, tra le tante cose, scoprire che un personaggio come Thor era stato creato da Kirby almeno un decennio prima del lancio presso la Marvel (e capiamo cosí perché The King accampasse i suoi diritti d’autore nei confronti di Stan Lee). Dal punto di vista del disegno, se escludiamo un periodo maturo felice verso la fine dei Sessanta, il Nostro è sempre stato piuttosto mediocre — tanto che la discontinuità degli esiti grafici la si può spiegare con il predominio o meno di collaboratori piú o meno capaci dei quali si avvaleva — e il confronto con giganti come John Buscema, Wally Wood, Gil Kane o Neal Adams è impietoso, ma gli va riconosciuta una dinamicità eccezionale, sia a livello di attitudine che di stile, ed è indubbiamente suo il merito principale di aver dato una caratterizzazione grafica convincente (esplosiva, diremmo) al genere supereroistico. Oltre ai piú vari personaggi dei cartoons, abbiamo la possibilità di conoscere addetti ai lavori di primo e di secondo piano del mondo del fumetto dell’epoca — dai disegnatori, agli autori, agli editori, etc. — con particolari piuttosto sfiziosi che in una biografia autorizzata difficilmente avremmo potuto vedere. Ultima nota interessante: a professione già avviata, Kirby fu spedito in Europa a combattere i nazisti, ed il capitolo dedicato alla guerra è inaspettatamente piuttosto duro — un aspetto poco noto della sua vita — e indubbiamente contribuisce a spiegare la tempra caratteriale per la quale è conosciuto da sempre.

Rizzoli Lizard, 200 pagine a colori, 18 euri

domenica 24 luglio 2022

l'origine del fantasma

Nell’anno del centenario pasoliniano, anche il famoso piscanalista contemporaneo ha voluto lasciare ai posteri qualche scampolo di sue riflessioni sul tema. La trovata che sovrintende a queste poche pagine è l’individuazione del principio dell’Origine, categoria alla quale il Recalcati riconduce i vari aspetti sotto cui si manifesta la tendenza del PPP al rimpianto di un passato idealizzato, con la conseguente idiosincrasia verso i tempi moderni. In particolare, il tramonto del mondo contadino e l’avvento del nuovo fascismo consumista ben si sposa col discorso lacaniano del capitalista verso il quale il nostro psico-banalista è piuttosto ferrato. Una seconda declinazione di questa Origine sta nella figura della madre del poeta, che assorbì tutte le sue capacità di amore verso l’altro, e che lo costrinse a rapporti sessuali anonimi nei quali avrebbe cercato di estinguere il desiderio consumistico di cui sopra nei termini di materialismo della carne. Una terza incarnazione di questo dissidio antico/moderno si ha in certi scritti pasoliniani sul Sessantotto, nei quali la celebre critica alla protesta giovanile si può interpretare come una presa di coscienza delle ragioni del Nuovo, che vanno però contemplate con quelle del Passato (i figli contro i padri), conciliando i valori degli uni e degli altri.

Feltrinelli | Varia, marzo 2022, pag. 64, 10 euri

domenica 17 luglio 2022

sanscrito sans souci

Libro ideale per una infarinatura generale su cosa sia o non sia il sanscrito dal punto di vista linguistico, dottrinale, letterario, etc., alla larga dalla pletora di pseudo-santoni new age contemporanei che se ne sono appropriati per ammantare di esoterismo le loro chiacchiere. I punti di vista adottati per illustrare questa lingua lontana nel tempo ma vicina nella sua sopravvivenza semantica nel parlato europeo attuale sono molteplici. Quello storico, innanzitutto, ma anche la stretta connessione con la pratica religiosa per la quale il lessico sanscrito è stato codificato, fino ad una analisi delle norme grammaticali che lo regolano e, last but not least, la presenza manifesta o meno di vocaboli nel nostro linguaggio corrente, per la quale l’autrice spende il suo umorismo nel tentativo di renderci meno astrusi certi riferimenti, ma alle volte il troppo stroppia, e la sua estrema intelligenza nel collegare gli aspetti antichi a quelli contemporanei piú popolarizzanti diventa eccessivamente pedante e alla lunga fastidiosa.

Neri Pozza, settembre 2021, 190 pagg., 18 euri

sabato 18 giugno 2022

contra dragus

Florilegio di critiche del prof. Montanaro all’attuale incarnazione del Salvatore della patria, al suo governo e alla cultura politico-economica che ne hanno determinato l’assurzione, alcune condivisibili altre meno. Trattandosi di una raccolta rivisitata degli articoli usciti sul Fatto quotidiano, la linea di fondo è 5stelle buoni, Draghi cattivo, avendo Egli rimpiazzato la sbilenca linea grillina di Conte con quella mercatista di stampo renziano. Le inadeguatezze di entrambi i governi sulle grandi questioni verso le quali sono stati chiamati a confrontarsi sono evidenti a tutti, ma il Tomaso si concentra solo su quelle del secondo (d’altra parte è un libro a tema). In particolare ci troviamo concordi coi cavalli di battaglia del Montanari, ovvero la sottrazione degli ambiti dei beni culturali, dell’ambiente e della scuola alle logiche del mercato. Condividiamo meno un certo oltranzismo sanfedista che vede solo bianco o nero, ma anche i libri agiscono all’interno del mercato tanto disprezzato, e se sono particolarmente caratterizzati, all’insegna di un brand, si vendono meglio rispetto a quelli piú aderenti ad una ambigua obiettività.

Chiarelettere, 160 pagg., 14 euri

venerdì 10 giugno 2022

primo mozart


Correva l’anno 1816 e a Milano, a un quarto di secolo dalla sua dipartita, veniva pubblicata la prima succinta biografia italiana del Mozart. Considerato che in realtà l’autore del libercolo era un prussiano, funzionario del governo austriaco in Lombardia e musicofilo — che attinse le informazioni dalle sparute biografie uscite anni prima oltralpe — possiamo dunque affermare che l’intento di fondo era quello di germanizzare la cultura italiana, in ossequio alla propria cultura patria. Il dato piú interessante che ricaviamo da tutto ciò è che a quell’epoca la musica di Mozart, soprattutto il comparto lirico, veniva ancora rappresentata in tutta Italia ma, a quanto pare, ad opera di orchestre non eccezionali, che davano risultati di qualità piuttosto scadente. Qualche perdonabile inesattezza del testo viene segnalata nella prefazione di Sandro Cappelletto, pure quella non priva di errori (ortografici, in questo caso).

Accademia Perosi, 2006, 80 pagg., 7,90 euri

lunedì 6 giugno 2022

esterina

 

Quando Esther Hillesum nel ’41 comincia a redigere il suo diario, l’invasione nazista dell’Olanda è già avvenuta da circa un anno, eppure la condizione di vita sotto occupazione emerge tra le righe solo sporadicamente. Lungi dallo scorgere in questa reticenza una sottovalutazione delle circostanze; al contrario, l’iniziale silenzio va interpretato piuttosto come base di partenza per l’apologia dell’accettazione che verrà svolta per tutta la seconda parte del libro. Per tutta la prima metà — e fino alla morte di S. — il diario è incentrato sulla liaison sentimentale con il suo di lei psicanalista, che si porterà dietro ancora per un po’ dopo la sua scomparsa, per poi affidarsi a Dio, o — da un punto di vista laico — alla propria voce interiore, insistendo con pertinacia nella sua visione ottimistica fino a quando, ormai indebolita e malata dopo il campo di concentramento, una testimonianza esterna ci consegnerà il suo ultimo struggente saluto fuoriuscire dal treno per Auschwitz.

Adelphi, 260 pagine, 12 euri

domenica 29 maggio 2022

salutame a Sorolla


MILANO - Palazzo Reale: “Joaquin Sorolla, pittore di luce”. Gioacchino Sorella si forma artisticamente tra Spagna e Italia, dedicandosi sulle prime ad una pittura di soggetto sociale e di solidissimo stile accademico, ma che già lasciava intendere l’interesse per la rappresentazione della luce ambientale. Niente di nuovo, per carità, già prima dell’Impressionismo erano cose già viste fin da metà Ottocento presso i naturalisti francesi o i Macchiaioli (Fattori in particolare, ma anche il Carcano, fino a De Nittis, etc.), ma il Nostro porterà questo elemento a vette parossistiche, letteralmente abbaglianti, mai raggiunte prima. Partecipa a vari concorsi con alterne fortune finché nel 1899 non fa il colpaccio con “Triste eredità”, grazie al quale si emancipa economicamente e professionalmente e può dipingere finalmente quel che gli va. Abbandona dunque qualsiasi parvenza di tematica storica o sociale o altro — in un certo senso questa tendenza di metà Ottocento alla perdita di interesse verso il soggetto non era che un preludio all’astrattismo di là da venire — e si trasferisce sulla playa di Valencia a pitturare (quasi fotografare, si potrebbe dire) il mare e la sua luce accecante, mare popolato di pescatori, bambini che giocano etc., e in seguito a Biarritz, con il mare (l’oceano) sempre costante, ma questa volta i quadri si popolano di signore alla moda e bella gente. Un certo Huntington lo sponsorizza per una mostra in America, e qui sfonda definitivamente. Sempre lo stesso Huntington gli commissiona uno di quei mastodontici fregi pittorici che andavano tanto di moda a cavallo del secolo: fu una fatica sfiancante che lo occupò per diversi anni e gli procurò un ictus che lo costringerà ad appendere il pennello al chiodo e al quale sopravvivrà per altri tre anni e poi ciao.

“El balandrito”, 1909, olio su tela, cm 100 x 110, Museo Sorolla, Madrid